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Cenni Storici Valsugana

di Giovedì, 23 Gennaio 2014 - Ultima modifica: Mercoledì, 16 Aprile 2014
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Verso gli anni 900 d.C. Carlo Magno conferì a persone di sua fiducia i titoli nobiliari, Marchesi – Conti – Baroni, affidando loro l’incarico di far rispettare le leggi al popolo in tutto il suo vasto impero. Così nel corso della storia e del tempo che ne seguì, i castelli e le fortificazioni posti sulle alture a guardia della Strada Imperiale, furono trasformate a dimore di queste famiglie nobili, le quali avevano ogni potere decisionale sulle inermi popolazioni, che erano costrette a vivere in tutto e per tutto sotto il giogo dei castellani.

In Valsugnana tra i castelli e fortificazioni in gran parte diroccati o scomparsi se ne contavano una trentina, ora in buono stato il Castel di Pergine – Castel Telvana e Castel Ivano.
Nel corso della storia della Valsugana rivestirono una grande importanza economica anche le miniere di rame – piombo – ferro ed argento, dislocate su ambo i versanti dei monti a settentrione della valle: Panarotta – Fravort – Grionleit – Cavè.
Il lavoro nelle miniere e dei minatori venuti dalla Germania e dal Tirolo del Nord, danno origine ad alcune comunità  linguistiche diverse, che vivono tutt’oggi in Valsugana. Troviamo la Valle dei Mocheni dove vive una comunità di origine tedesca arrivata nella valle tra gli anni 1100 – 1200 per lavorare appunto nelle miniere. E’ gente tenace e volenterosa, parla un tedesco un po’ dialettale, lingua che in questi ultimi decenni è stata riconosciuta e tutelata e torna ad essere materia d’insegnamento scolastico.
Le popolazioni Cimbre, una volta molto numerose, sono popolazioni di origine indogermanica arrivate su questi monti nei primi secoli del nostro millennio in cerca di lavoro e di terra da coltivare.
La Valle del Tesino comunità che si contraddistingue dal resto della valle per i caratteri forti della sua gente . Motivo d’orgoglio di questa popolazione traspare in occasione delle solennità religiose, quando indossano i loro variopinti e caratteristici costumi apprezzati ed invidiati da tutti.
Come si è potuto notare nella vallata esistono diverse parlate ufficialmente riconosciute: la parlata mochena – il cimbro – la lingua italiana che è parte ufficiale e basilare di tutti i rapporti che regolano la vita della valle, e per ultimo, ma non meno importante il “dialetto valsuganotto”, dialetto pari al ladino.
Durante la prima guerra mondiale, la Valsugana, prima retrovia dell’allora impero Austro-Ungarico, venne a trovarsi al centro dei più aspri combattimenti.
La prima guerra iniziò lontana dalla nostra valle, quando il 28 giugno 1914 l’Austria dichiarò guerra alla Serbia e successivamente altri stati vennero coinvolti. La dichiarazione di guerra dell’Italia contro l’Austria, avvenuta il 23 maggio 1915, segnò l’inizio delle ostilità in Valsugana, allora territorio austriaco.
In pochi giorni vennero chiamate alle armi tutti gli uomini abili dai 18 ai 50 anni compresi. Solo in Trentino furono 60.000 e vennero arruolati nell’esercito IMPERIAL REGIO quali KAISERJAGER O KAISERSCHUTZEN. Nel 1916 dal comando austriaco fu impartito l’ordine di EVACUAZIONE, entro poche ore di tutte le popolazioni a ridosso della linea di confine con l’Italia. Dopo i primi momenti di  disperazione le famiglie tornarono lentamente a vivere nella nuova terra che li ospitava non cessarono mai di sperare nel ritorno al proprio paese natio.
Gli anni trascorsero. La guerra aveva seminato ovunque morte, sofferenze e distruzioni, con le quali le comunità già esauste dovettero confrontarsi al loro ritorno.
I paesi quasi tutti bruciati, erano stati ridotti ad un cumulo quasi irriconoscibile di macerie, e anche tutte le baite del Suerta erano state date alle fiamme negli ultimi giorni di guerra dagli austriaci in ritirata verso la valle di Palù. Ne vogliamo proporre un raffronto: prima della guerra il paese di Telve di Sopra contava 137 case,e di queste alla fine della guerra, solamente 3 non erano state distrutte.
Il ritorno dei profughi, che avvenne nella primavera del 1919 rappresentava per la nostra comunità quasi una nuova data di nascita. La comunità di Telve di Sopra visse per molti anni a venire nella povertà estrema abitando nelle 36 baracche, nella chiesa, nella chiesetta di Sassetto e nell’edificio della scuola elementare.
Seguirono gli anni della ricostruzione del paese, che ebbe termine nel 1923 grazie alle 2 cooperative venute da fuori:
LA COOPERATIVA BIANCA E LA COOPERATIVA ROSSA.